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Vivevano in auto, un benefattore ora paga l’affitto

La coppia che dormiva in macchina, il cui caso è stato sollevato da Repubblica, ha preso possesso dell'appartamento affittato da un filantropo

data articolo 31/10/2017 autore La Repubblica categoria articolo RASSEGNA
 
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I coniugi Morello all'interno dell'appartamento di Corso dei Mille
I coniugi Morello all'interno dell'appartamento di Corso dei Mille

Ha mantenuto la promessa. Sette mesi di affitto in un’unica  soluzione per garantire una casa alla coppia di senzatetto che da tre anni viveva in un auto dopo lo sfratto. A farli è stato un benefattore romano che si è fatto avanti dopo il servizio di “Repubblica” dello scorso agosto che raccontava il dramma di Silvana Barbera di 56 anni, appena operata dopo una frattura al femore, e del marito Giusto Morello di 52 anni, costretti a vivere in auto.  «Sono rimasto molto colpito dalla loro storia – dice Elio Lombardo, 62 anni che lavora come fotografo freelance – Ero appena tornato dalle vacanze e mi sono immedesimato in quella coppia che non aveva nulla. E’ la prima volta che aiuto qualcuno in modo così concreto, degli sconosciuti poi. È un’emozione fortissima». Non è stato facile trovare una casa  per i coniugi Morello. Dopo la proposta del benefattore si sono messi subito alla ricerca di un’abitazione, ma non c’erano proprietari disposti a farsi avanti visto che i due non hanno un lavoro.  I contatti con le agenzie immobiliari, la visita dell’appartamento e poi tutti si tiravano indietro. « Ho pensato che pagare sette mesi tutti insieme – dice Lombardo – potesse essere da incentivo per accettare la nostra proposta» E’ così è stato.
Adesso la coppia ha preso possesso di un appartamento in corso dei Mille con un regolare contratto di affitto. «Siamo felicissimi – dice la coppia – in strada non era più possibile vivere. Avevamo paura e non dormivamo più. Qui almeno, anche se non abbiamo nulla, siamo al sicuro. Siamo nella nostra casa». Un appartamento al momento vuoto che Barbera e Morello sperano di poter arredare con l’essenziale grazie all’aiuto di qualche volontario. «In casa non c’è nulla – dicono – Serve almeno un materasso matrimoniale e uno singolo per nostra figlia che finalmente potrà tornare a vivere con noi».
La ragazza di diciotto anni, infatti, fino a ora è stata ospite dalla nonna che vive in una casa molto piccola. «Speriamo che qualcuno ci possa aiutare per arredare l’appartamento – dice la coppia – Poi saremo noi a darci da fare, ma purtroppo non abbiamo budget per le prime spese». Sarà il centro Padre Nostro a pagare il contratto dell’energia elettrica e a fornire il pranzo e la cena. Perché la coppia è stata inserita in un percorso di presa in carico da parte del Comune. L’assessore alle Attività sociali del Comune li ha incontrati più volte per cercare di stilare un progetto ad hoc che prevede anche la possibilità di trovare un lavoro per Morello.
«Per loro c’è un progetto personalizzato – dice Giuseppe Mattina, assessore comunale alle Attività sociali e che porteremo avanti su più fronti. Intanto c’è l’accompagnamento all’affitto, ma faremo in modo di renderli indipendenti cercando una possibile occupazione».

c.b.

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