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Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

Il terreno inaugurato per finta

Brancaccio, il Comune nega il comodato gratuito e temporaneo all’ente creato da don Puglisi.
Dopo la cerimonia di tre mesi fa l’area destinata a un asilo resta chiusa

data articolo 31/07/2019 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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Il terreno inaugurato per finta
L'area destinata alla costruzione dell'asilo nido (foto Fucarini)

Questa volta ci avevano creduto. Invece, ancora una volta cancelli chiusi e abbandono. Gli abitanti di Brancaccio che vorrebbero toccare con mano il cambiamento, questa volta già immaginavano le sedie disposte davanti al palco o al telone gigante, dove gustare un bel film o ridere di cuore nelle torride serate estive. Il grande terreno dove sorgerà l'asilo nido finanziato dallo Stato, strappato al degrado e ai rifiuti, in attesa dei lavori, sarebbe dovuto diventare una sorta di arena estiva per gli abitanti del quartiere, ma anche spazio per giochi all'aperto e orto didattico per i bambini delle scuole, sotto la custodia e l'organizzazione del Centro di accoglienza Padre Nostro Ets. L'ente fondato dal beato don Pino Puglisi e guidato da Maurizio Artale, dopo aver donato al Comune il progetto per la costruzione dell'asilo, proprio nel giorno della «sfilata» di politici e istituzioni aveva chiesto di avere in comodato d'uso quel terreno comunale, per cominciare a farlo rivivere e togliere la tentazione di nuove incursioni vandaliche. Una procedura apparentemente banale, sulla quale il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore al Patrimonio, Roberto D'Agostino, appena insediato, si erano sbilanciati positivamente a fine aprile.

E invece sono trascorsi tre lunghi mesi, la pratica è impantanata, il cancello dell'area di via Gangitano chiuso con una catena, di attività estive e cinema all'aperto neppure l'ombra. Tutta colpa di un complicato conflitto amministrativo che impegna da anni gli uffici comunali delle Risorse immobiliari e il vertice del Centro Padre Nostro Ets, a colpi di lettere e relazioni. La sostanza è che, secondo gli uffici del Comune, il Centro Padre Nostro sarebbe debitore di circa 64 mila euro verso Palazzo delle Aquile: sono i canoni di locazione accumulati in sei anni e mezzo per l'utilizzo dell'auditorium Giuseppe Di Matteo di via San Ciro 15 e quindi è impossibile per l'amministrazione concedere altri spazi. Di parere opposto il Centro di accoglienza che, forte di alcune relazioni dell'assessorato Attività sociali, sostiene che queste somme dovute al Comune vanno compensate con tutti quei servizi offerti da anni a minori e famiglie del quartiere (dal recupero scolastico al sostegno per nuclei in difficoltà economica e abitativa) e con le spese sostenute per la manutenzione straordinaria dell'auditorium aperto a tutti e pari a 21.749 euro.

Uno scontro epistolare su cui la dirigente delle Risorse immobiliari, Rosa Vicari, ha messo un punto fermo il 24 giugno, con una nota in cui chiarisce che, riguardo alla somma degli oltre 21 mila euro di spese di manutenzione, non è possibile «alcuna compensazione, in quanto trattasi di un importo relativo a spese sostenute dal Centro per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati e non preventivamente autorizzati dallo scrivente e di cui lo stesso Centro si era fatto carico in sede di sottoscrizione del disciplinare di concessione del 7 maggio 2010». Concessione, peraltro, scaduta nel 2016 e che non è stata rinnovata, dunque il Centro si ritrova occupante sine titulo dell'auditorium. Alla nota il legale del Centro Padre nostro, l'avvocato Ciro Marcello Anania, ha replicato con due lettere del 12 e del 18 luglio, in cui parla di atti amministrativi «errati e illegittimi», riguardo alle richieste di pagamento e in cui ricorda che sia il servizio socio-assistenziale del Comune nel 2016, sia l'assessore Giuseppe Mattina, all'inizio di quest'anno, hanno attestato che i servizi resi al territorio dal Centro possano andare a compensazione. Un corto circuito dal quale sarà difficile venire fuori. L'assessore D'Agostino parla di «vicenda burocratica complessa», che nei prossimi giorni sarà nuovamente affrontata in un vertice con gli uffici. Il cancello del terreno di Brancaccio, però, per questa estate, rimarrà chiuso.

di Alessandra Turrisi

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