
23/11/2012
Hanno un senso quei bambini uccisi per causa a loro ignota? Quasi come in una partita di calcio ci si schiera dall'una e dall'altra parte, si danno ragioni all'uno o all'altro senza conoscere veramente le pretese ragioni dell'uno o dell'altro. Ma a noi che viviamo in un'altra porzione della Terra, interessa conoscere le ragioni che tengono due popoli in tensione, in conflitto, in guerra? Ci interessa sapere se siano i motivi religiosi a predominare sui motivi politici o viceversa? Quanto ci dovrebbe interessare di questa triste vicenda che dura da troppi anni? Gli adulti, i grandi della Terra si fanno la guerra e chi ne paga le conseguenze sono sempre i bambini, perchè non c'è una ragione plausibile per chi usa i bambini come scudi umani per non essere bombardati e non vi è un'altrettanta ragione plausibile per bombardare una città dove si sa che ci sono dei bambini che vengono usati come tali. Sono sempre i "grandi" che si siedono attorno ad un tavolo quando sono tronfi delle vittime create firmare una tregua, come sempre i "grandi" decidono di dare inizio ad una guerra. Loro non cambieranno mai, dobbiamo cominciare dai bambini, proprio da quei bambini che vengono trucidati. Da quedli adulti che vantano ragioni lontane. Dobbiamo farli incontrare, creare degli spazi neutri dove fare convivere gli adolescenti e i giovani dei due Stati. Solo così possiamo avere la speranza che tra 10, 20 anni questi bambini, ragazzi, giovani, un giorno diventando adulti (se non muoiono prima uccisi da un missile) potranno rincontrarsi e riconscersi come parte della stessa umanità. Il tentativo che da anni sta facendo la Fondazione Giovanni Paolo II è questo: il senso dei "Colloquia del Mediterraneo" voluti dalla Fondazione è quello proprio di fare rincontrare tutti gli attori e popoli che un tempo si affacciavano sul Mediterraneo, fondando una delle più importanti e affascinanti civiltà. L'anno scorso c'è stato il primo incontro a Firenze, quest'anno presso l'Averna il 23, 24 e 25 novembre si incontreranno i soci ed esperti appartenenti e non alla Fondazione, per preparare il secondo incontro. Ma nel frattempo cosa fare? Sino a quando quei corpicini di bambini avvolti in bende (sudario), uccisi da missili, che non hanno ragione, ci lasceranno indifferenti? Potremmo andare noi a mettere i nostri corpi come scudi, possiamonoi pagarci il biglietto aereo per raggiungere quei luoghi e fare forse il nostro ultimo viaggio che ci farebbe raggiungere, almeno idealmente con quei bambini che invece di dare una testata ad un pallone, hanno ricevuta una testata da un missile. Maurizio Artale Presidente
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