
07/10/2011
Studi mondiali, ricerche internazionali e studi di settore ci hanno detto che se cominciamo a mettere in pratica la raccolta differenziata dei rifiuti il nostro pianeta soffocherà nella spazzatura. Questo ha due scopi: 1. non attingere sempre alle materie prime per la creazione di ciò che ci necessita nella vita quotidiana; 2. ridurre la spazzatura riciclando e facendo rinascere a "Nuova Vita" il materiale e gli oggetti che abbiamo buttato. Tutto giusto e tutto vero; e questo e ciò che attiene alle cose, «ma per ciò che attiene alle persone?». «Che ne facciamo di persone come Giuseppe Salvatore Riina?» Ora che ha scontato la sua pena nessuno lo vuole, nè la gente di Padova nè il Sindaco di Corleone (PA). Quindi, che deve fare? Se paradossalmente tutti i Comuni del mondo facessero come Corleone e Padova, lo spediremmo sulla luna? Se abbiamo ancora paura di lui vuole dire che il carcere non gli è servito a niente e, quindi, a che cosa servono le carceri? La complessità degli argomenti ci prenderebbe troppo tempo e quindi vorrei soffermarmi sul problema principale e cioè: «cosa ne deve fare la nostra società di uno come Giuseppe Salvatore Riina?» Il Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato da Padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia 18 anni fa dai fratelli Graviano, sotto la giurisdizione dei Corleonesi e, quindi, agli ordini di Totò Riina, è disposto a fare svolgere attività di volontariato presso i servizi che negli anni ha attivato. Il padre di Giuseppe Salvatore ha ordinato (in maniera indiretta) di uccidere Padre Pino Puglisi e il figlio "ripara" il danno creato alla collettività e ai familiari svolgendo attività dentro l'opera da lui fondata. Sia Brancaccio il terreno di verifica e di rinascita per Giuseppe Salvatore, detto "u picciriddu", lì incontrerà ed entrerà in contatto con tanti Picciriddi, ma quelli veri, i figli di quelli rimasti orfani di Padre Pino Puglisi che, nonostante tutto, hanno continuato a vivere cercando di testimoniare, con la loro umile vita, che la mafia è una via di Morte. Credo che i Picciriddi di Brancaccio, del Centro Padre Nostro, riusciranno a far ritornare "Bambino" u picciriddu, che per altri aspetti, senza colpa, ha un padre dal nome e dalla storia come Totò Riina. Ora spetta a lui prendere le distanze da suo padre e dal mondo mafioso che ha rappresentato e rappresenta, lo faccia con la sua nuova vita e non con gli eventuali proclami. Maurizio Artale Presidente
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