
09/05/2012
Un gruppo di 15 adolescenti ha partecipato al progetto “Capire i conflitti e praticare la pace” che si è svolto a Lavarone, in Trentino, dal 20 al 24 Aprile. I ragazzi hanno avuto la possibilità di visitare i luoghi significativi sulla memoria della Prima Guerra Mondiale, come l’area fortificata, le trinceee di Matassone e Vallarsa, Forte Belvedere e la Campana Maria Dolens, costruita alla fine della guerra con il bronzo dei cannoni, diventata simbolo di fratellanza e solidarietà, che ogni sera, puntualmente alle 21.00, ricorda questo messaggio con 100 rintocchi.
Ancora più importante è stato il confronto con i giovani dello Studentato Internazionale: Murad (ceceno), ed Ermira proveniente dal Kosovo, per i quali la guerra è ancora una realtà. I nostri adolescenti hanno condiviso con loro momenti di forte emozione, testimoniando come si riesca a convivere anche con cultura e tradizioni diverse, accettando le “diversità” dell’altro come preziosa risorsa. Vi proponiamo i pensieri che i ragazzi hanno letto pubblicamente presso la "Campana dei Caduti" il 24 aprile 2012:
Ivan Bruno: prima di fare questa esperienza noi abbiamo studiato la I Guerra Mondiale, la II e le guerre che ancora oggi ci sono in atto in alcuni Paesi. Visitando i luoghi dove si è svolta la I Guerra Mondiale abbiamo potuto capire cosa significa lottare contro un “nemico” che è un uomo come te. Ascoltando le testimonianze degli studenti siamo riusciti a condividere alcuni momenti della loro vita, dove il dolore faceva da protagonista. Abbiamo capito cosa significa avere “fame” non avere più i tuoi giochi, i tuoi libri, i tuoi amici, non avere più la tua vita. Abbiamo capito che in una guerra non ci sono né vincitori né vinti, perché ognuno ha le proprie perdite i propri morti da piangere.
Luca Tagliavia: In questi giorni, abbiamo visitato i luoghi dove è stata combattuta la guerra, siamo scesi giù nella trincee, dove i nostri soldati hanno combattuto una guerra che probabilmente non capivano, abbiamo per un attimo immaginato le loro sofferenze e il dolore e il lutto dei loro familiari e confrontandoci, tutti abbiamo avuto la sensazione di angoscia. Noi di Palermo forse siamo più fortunati dei ragazzi dove oggi nei loro paesi ci sono conflitti e guerra,anche se soffriamo di un male invisibile che si insinua nelle nostre vite e a volte non ci rendiamo conto che siamo privati della nostra libertà e della nostra dignità (La Mafia). Noi abbiamo avuto un grande maestro Padre Pino Puglisi che ci ha insegnato che “se ognuno fa qualcosa allora si può cambiare”, si può cambiare il nostro modo di pensare, di agire di sentirci uomini di un Paese dove c’è posto per tutti.
Salvo Di Fresco: dobbiamo imparare a rispettarci, a rispettare le idee di chi ha un pensiero diverso dal nostro, dobbiamo semplicemente essere disponibili, ascoltarci dialogare perché solo attraverso il dialogo si evitano fraintendimenti- equivoci che possano sfociare in seri conflitti.
Ivan Bruno: vogliamo ringraziare i ragazzi dello Studentato Internazionale Alessandro, Cristian, Noa, Murad, Ermina, Sultan, Veronica Emanuella, Anna e tutti i ragazzi di cui scusandoci non ricordiamo i nomi ma che lavorano nell’associazione Rondine per un mondo migliore.
Rosalba Razzano
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