Palermo | 26/02/2024 | 16:07:14
Pagina Facebook Pagina Youtube Instagram Google Plus
Centro di Accoglienza Padre Nostro - Onlus
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

La Casa di Don Puglisi diventa un museo

di Gianluca Testa

data articolo 05/07/2014 autore Corriere della Sera categoria articolo RASSEGNA
 
torna indietro
Piazzale Anita Garibaldi, dove si trova la casa-museo in cui visse il Beato Puglisi
Piazzale Anita Garibaldi, dove si trova la casa-museo in cui visse il Beato Puglisi

Ha lottato e combattuto fino alla fine. Lui, prete di periferia, ha strappato i ragazzi dalla strada. Soggiorno casa-museoA Brancaccio, quartiere povero di Palermo dov’è vissuto fin dalla nascita, li ha tolti con forza dalle mani della mafia. Le stesse mani che l’hanno ucciso di fronte al portone di casa, proprio nel giorno del suo compleanno. Era il 15 settembre del 1993. E lui è padre Pino Puglisi. Ora, a un anno esatto dalla sua beatificazione, quella casa in piazzale Anita Garibaldi è diventata un museo. Per la prima volta ha aperto le sue porte ai fedeli, ai cittadini, a Palermo. Oggi quella casa è diventata il simbolo dell’antimafia. Per acquistarla e ristrutturarla ci sono voluti anni. E molta, moltissima fatica. Ma alla fine i volontari del Centro Padre Nostro ce l’hanno fatta, grazie soprattutto all’aiuto e alla collaborazione dei fratelli di don Pino e alle tante offerte ricevute. Il Centro, voluto e fondato da Puglisi per accogliere i ragazzi del quartiere, è entrato in possesso dell’abitazione che dopo la morte del prete era stata venduta dal Comune all’insaputa dei parenti. In quella casa popolare, infatti, non ha vissuto solo don Puglisi. Lì hanno abitato anche i genitori, lì sono cresciuti i suoi fratelli. Sono stati loro, poco dopo l’assassinio, a chiedere all’amministrazione di poter ottenere l’appartamento in comodato gratuito. Ma dopo due anni di attesa si sono visti recapitare lo sfratto. La casa era stata venduta. <color="#000066">«In passato i luoghi dove venivano uccisi i martiri erano quelli nei quali si edificavano le cattedrali. Oggi vogliamo rendere piazzale Anita Garibaldi il luogo di memoria viva e vitale. Vogliamo continuare a parlare alle persone, vogliamo restituire il valore di bene comune. Il recupero di questa casa rappresenta per il Centro Padre Nostro un modo per coniugare evangelizzazione e promozione umana» spiega Maurizio Artale, presidente del Centro. Ora la casa è di nuovo aperta. All’interno ci sono i mobili che furono di don Puglisi. Oggetti semplici che arredano un ambiente povero e minimale. Un luogo che davvero rispecchia l’animo del prete antimafia. E ci sono i libri, tanti libri. Ma non tutti. Perché l’unico bene di cui Puglisi non riusciva a fare a meno erano proprio i libri. Ne aveva oltre 6 mila. Volumi che ora sono custoditi nel seminario diocesano. «Con questa inaugurazione – conclude Artale – si vuole ridare vita, far parlare i libri che in quella casa vivevano insieme a lui. Affinché le persone che in questo luogo lo incontreranno attraverso gli oggetti che vi sono custoditi possano intraprendere davvero un dialogo con lui».

Fonte: Corriere della Sera

tag rassegna tag corriere della sera tag casa-museo segnala pagina Segnala